sabato 3 dicembre 2016

Amore e psiche

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgOZkqlo5bbnq_58_Peb8S0bQEpAaCAnhn5uxwyfzgyQ3pZEmgDkXrBqhjIDhpFEKcMrQwWHmdCMniqsRMdJa4iPEpanw4sA5Mb83It1qKoHcHtausX_pAvpkzi3h175zsvk8r_-OnAjtTc/s1600/20120104154712!Davide_Fontolan_Inter_1991.jpg
La beneamata di mano manciniandeburianpiolistica se fino all'anno scorso ti sembrava potesse giocar inespressa come una gemma mal riparata o malnutrita dai sali minerali del suo habitat, beh quest'anno fa cacare. Intendiamoci, cacare come fa cacare una minestra di ceci o un coccio fumante di fagioli all'uccelletta: così senza fatica. Il problema però sorge quando sei in pubblico e fino a prova contraria quando giochi un campionato di calcio, sei in pubblico. Ecco il problema dicevo, sono le scorregge. Naturali, necessarie, ma sconvenienti e imbarazzanti. Le scorregge dell'inter sono i calciatori che ci giocano. Mai avrei pensato di poter arrivare al punto di prendermela coi giocatori, io, noi che siamo cresciuti a suon di miti e combattenti, alcuni magari scarsi e un po' bolsi, ma grandi, grandissimi combattenti; forti, roboanti, impressionanti, salvifici, rutti nerazzurri. Come il biondo seno, azzoppato ma in campo e gagliardo, come il garlini gioia di vivere e di segnare per lei, la beneamata, come fontolan scarso ma indomito, come morello, come paganin 1 e 2, tutta gente da inter con l'animo puro di chi sa di non sapere e che riprenderei nel team che governa la squadra e gli allenamenti delle povere scorregge che emettono flebili rumori ma ignobili odori in difesa e a centrocampo ogni domenica. Lascio stare l'attacco che probabilmente è tra i più forti d'europa per merito e spirito di quel signorino che sta sul cazzo a tutti per motivi più vaticani che per logica, anche se come reparto sente la puzza e si adegua come evidenziano le ciondole andature di ivanperisic e candreva ai quali comunque non fa difetto il senso di responsabilità. Ma che dire di centrocampo e difesa? Meglio non dire. Anzi dirò. Parto dal mezzo campo. Condobbia (condobbiamomandarlovialpiupresto) non sa proprio giocare al pallone e allora lo tieni per fare l'incontrista come dicono i commentatorucoli, ma non lo è di attitudine e neppure di fisico. Gli incontristi non hanno il suo passo nobile ancorché solo sinistrorso, e soprattutto quella stazza da quattrocentista. L'incontrista è tozzo cattivo dentro e fuori protesta come una puttana e legna come un fabbro, si lamenta, bestemmia, ma soprattutto corre corre corre corre. Tra il primo e il secondo tempo l'incontrista è in trans agonistica, non riconoscerebbe suo figlio primogenito, non si asciuga il sudore con l'asciugamano, ma con la manica della maglietta. La maglietta. L'unica cosa capace di scalfire quel suo cuore impavido e duro. Capace di trasformare quei suoi occhi rossi in languide aperture sognanti. Perché lui ama noi. E noi lo amiamo. E l'amore si trasferisce allo stopper (miranda...) ai terzini (lasciamo perdere) ai mediani (oddio oddio, non ne parliamo per favore. Da noi in quel ruolo han giocato il pinna marini, bertini, il lele, tanto così per buttare giù due nomi) e poi alla punta che per forza, sfonderà le reti. Qui in questa bislacca squadretta manciniandeburianpiolistica, non c'è l'amore che parte dal campo. Squadraccia pensata male e assemblata peggio, preparata zero. Si vedrà forse qualche buon segnale a marzo inoltrato quando tutto è ormai finito, ma ci saranno ancora e sempre cadute e sconfitte. Solo l'amore ci potrà risollevare, ma quello, purtroppo, non sembra esserci anche se qualche segnale noi spasimanti lo cogliamo anche dove non c'è. In gabigol che entra a venti minuti dalla fine della sua unica partita giocata e alla bandierina chiama i tifosi alla carica, in garimedel che sangue e botte non lo fanno sentire basso e tozzo, in felipemelo che la palla non la prende, ma prende una testata sul naso e sorride alla battaglia, in eder che fuggefugge senza saper dove andare ma va lo stesso, in andreolli che non gioca mai. Ci piace sognare, noi amanti nascosti e pudici, sognare di vincere anche solo la coppitalia da imperfetti piuttosto che vivacchiare co' 'sti mezzi calciatori che ti ritrovi con cui, giuro, non andrei manco a mangiare una pizza. Perché poi sai le scorregge...

zamoranocuoreepolmoni

lunedì 15 febbraio 2016

Arbitri e giornalisti: mamma mia!

livelli bassi

Direzioni di gara che fanno venire il latte ai coglioni. Commenti giornalistici da orchite. ormai guardi una partita e sai in anticipo quando il giudice di gara fischierà un fallo. Cioè quasi sempre. Che paio di palle. Altrettanto quando un giocatore fa una minchiata qualsiasi che non serve a niente, sai già che il commentatore tv dirà che spettacolo. Altro paio di palle. Nel titolo ho messo giornalisti e qui dico commentatori ben sapendo che gli uni non esistono più a scapito degli altri che stanno diventando sempre di più. Voci tecniche le chiamano e di solito sono coperte da ex calciatori che sono costretti a parlare quasi bene, con il risultato di esasperare i concetti, di inflazionare le iperbole e di incasinare la sintassi al punto che veramente è incomprensibile qualsiasi loro discorso. I commentatori, dicevamo, cioè i telecronisti che da soli non sanno più stare e che quando gli capita parlano con se stessi. Si fanno domande anche provocatorie. Incredibile. Stanno rincoglionendo loro stessi e noi. Come si chiama, adani ecco, adani è il più cervellotico di tutti ma lo capisco. Spiegare a parole quello che farebbe se fosse in campo non è facile perché la semplicità si sa non si racconta facilmente. Su scai io metto le telecronache "originali" generalmente fatte da tifosi che magicamente non hanno i difetti di quelli "veri". Sono tifosi e dopo poche battute sono già in clima partita e riescono persino a essere dei critici credibili anche verso i propri giocatori. Bravi, questa è la nuova frontiera del commento che oggi è infrascato nella ricerca di termini vuoti che riempiono la bocca come "pigro" oltre al sommo "ha perso un tempo di gioco" che rimane il massimo dell'idiozia parlata. Ma c'è da capire il disagio di arbitri e giornalisti. Devono assistere ogni settimana a spettacoli indecorosi per qualità e idee tattiche. Insisto il nostro campionato è così basso di livello che mediamente 5/6 giocatori su 11 di ogni rosa non sono da serie A incluso napoli e iuventus. poi a scendere non ne parliamo. Il disagio di cui sopra genera in un arbitro, visto che la realtà sarebbe di facile interpretazione (cioè caproni che battono cozzi a caso), il bisogno di interpretare le intenzioni dei giocatori. ovvero i nostri giudici fischiano quando non dovrebbero e non fischiano quando dovrebbero per un evidentissimo comportamento bipolare da stress. I giornalisti, commentando tra l'altro le interpretazioni deviate degli arbitri, raccontano partite mai giocate. Il livello è basso, credetemi, molto molto basso.

zamoranoalzaillivello